Arianna Fontana entra nella storia ed eguaglia il record di Edoardo Mangiarotti, che ha campeggiato nell’Olimpo dello sport italiano per ben 66 anni. Con la medaglia d’argento conquistata nei 500 metri di short track la campionessa azzurra ha eguagliato un primato storico: quello delle 13 medaglie olimpiche. Un traguardo che finora aveva centrato soltanto il formidabile schermidore di Renate che, tra il 1936 e il 1960, fu capace di conquistare 6 ori, 5 argenti e 2 bronzi (8 medaglie nella spada e 5 nel fioretto) nell’arco di 5 edizioni dei Giochi Olimpici. "Non sto pensando al record di Mangiarotti per ora" aveva assicurato Arianna Fontana, appena messa nel carniere la dodicesima medaglia olimpica. Ma di fatto il record della leggenda della scherma italiana era diventato troppo vicino per non essere eguagliato.
Chi era Edoardo Mangiarotti
Brianzolo di Renate (dove nasce nel 1919), figlio d'arte - papà Giuseppe aveva indossato la divisa azzurra alle Olimpiadi di Londra del 1908 -, era l'unico mancino di una famiglia di schermidori. Cinque le sue partecipazioni ai Giochi tra il 1936 e il 1960, con un eccezionale bilancio di 6 medaglie d'oro, 5 d'argento e 2 di bronzo tra spada e fioretto, bilancio che gli valse il sorpasso sul mezzofondista finlandese Paavo Nurmi. Sul gradino più alto del podio Mangiarotti salì nell'individuale (spada) a Helsinki 1952 e cinque volte con la squadra. Nel suo eccezionale palmarès figurano anche 26 medaglie iridate. Tra i vari primati della sua lunga carriera, ha vissuto ben 17 edizioni estive dei Giochi Olimpici. Nella prima, a soli 17 anni nel 1936 a Berlino, vince già un oro a squadre; quindi, ne disputa altre 4 da atleta (Londra 1948, Helsinki 1952, Melbourne 1956 e Roma 1960), ancora 5 come dirigente sportivo e giornalista della Gazzetta dello Sport e per le successive come invitato d’onore dal C.I.O. È stato due volte Portabandiera della squadra italiana nel 1956 a Melbourne e nel 1960 a Roma. Nell’arco della sua venticinquennale carriera, Mangiarotti si laureò campione del mondo 13 volte conquistando un totale di 26 medaglie iridate, un primato superato, nella scherma, solo da Valentina Vezzali che ha vinto lo stesso numero di medaglie, ma con più ori (16). Ai primi anni 2000 fu tra i promotori della legge Giulio Onesti che ha istituito un vitalizio agli ex sportivi agonisti italiani che si trovino in una situazione di grave disagio economico. Anche i suoi due fratelli solo stati ottimi schermidori: con il più grande, Dario, ha condiviso la gioia dell’oro nella spada a squadre a Helsinki 1952 mentre con il più piccolo, Mario, ha conquistato l’argento nel fioretto a squadre ai mondiali di Stoccolma 1951. La tradizione di famiglia è stata proseguita da sua figlia Carola che, come fiorettista, ha partecipato alle Olimpiadi di Montreal 1976 e Mosca 1980. Morì a Milano nel 2012 a 93 anni.

