La sinistra si è dimenticata che l'Albania entrerà nella Ue. Altrimenti non si spiega perché le dichiarazioni del ministro degli Esteri albanese Ferit Hoxha abbiano incendiato il Parlamento: "Il Protocollo sull'immigrazione scadrà nel 2030, non sono sicuro che ci sarà un rinnovo dopo", precisa il responsabile delle politiche estere albanesi. Il riferimento è al prossimo quinquennio, ovvero quando Tirana avrà presumibilmente completato il suo percorso d'integrazione.
Eppure già dopo pèochi minuti Passano in aula era scattato il mantra grillino: "Anche il governo albanese certifica il fallimento dell'accordo", tuona indignato di buon mattino il deputato M5s Alfonso Colucci. "È propaganda allo stato gassoso", ribadisce l'ex ministro Stefano Patuanelli. "È un danno erariale certificato, Giorgia Meloni si scusi", aggiungono da Strasburgo i parlamentari europei grillini (nel giorno in cui il Sole24Ore aggiunge altri 4 miliardi al buco da 170 miliardi del Superbonus, ma tant'è...). Che quella tra Edi Rama e il premier fosse una intesa quinquennale da 130 milioni di euro l'anno, funzionale all'ingresso di Tirana nell'Unione, era noto a tutti. "La sinistra si ferma al titolo", ironizza il capogruppo Fdi alla Camera Galeazzo Bignami. Ma è tardi, sono in molti a cascare nel buco nero delle fake news grilline, neppure quando il povero Hoxha è corretto dallo stesso Rama, che dice "citazione fuorviante, l'accordo finirà quando l'Italia vorrà". Con la premier che in serata commenta: "Grazie Edi". L'emorragia di fesserie non si arresta: "Progetto propagandistico e fallimentare", sibila Matteo Orfini del Pd. "La Meloni ora riferisca in Aula", spara Riccardo Magi di +Europa. La responsabile Immigrazione Fdi Sara Kelany prova a svegliare l'opposizione dal torpore ideologico, inutilmente: "Le dichiarazioni del ministro albanese sono state strumentalizzate, banalmente il ministro ha detto che non sarà più un accordo tra Italia e un Paese terzo ma con un altro Paese Ue".
A rovinare la narrazione di Pd e grillini ci ha pensato Matteo Piantedosi, che ieri ha visto il ministro dell'Interno albanese "proprio per implementare l'accordo Italia-Albania", come sottolinea la stessa Kelany. Con l'entrata in vigore del nuovo Patto Ue su Immigrazione e asilo infatti, dal prossimo 12 giugno l'Albania tornerà a essere l'hotspot extra Ue per l'identificazione e l'espulsione dei migranti maschi, maggiorenni e in buona salute provenienti dai "Paesi sicuri" definiti tali dalla Ue anche per aggirare la solita giurisprudenza creativa che ne contesta i principi. Si lavora a un decreto previsto per giugno che ripristinerà i centri di Shengjin e Gjader dopo una serie di passaggi in commissione Difesa, Bilancio e Esteri.
La conferma arriva dal capo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Viminale Rosanna Rabuano, ascoltata ieri in audizione al Comitato Schengen. Entro settembre dovrebbe essere anche pubblicata la decisione della Corte di Giustizia Ue sulla validità del protocollo che prevede il trattenimento dei migranti nei centri in Albania, che dovrebbe definitivamente allineare la giurisprudenza europea alle nuove linee guida di Bruxelles sul diritto d'asilo, contro gli abusi e i falsi richiedenti asilo le cui domande intasano le Corti d'Appello. "Capiamo l'abitudine alla menzogna con cui le opposizioni sperano di guadagnare qualche punto, ma adesso la serialità delle loro bugie rasenta la patologia", replica la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d'Italia, Nm, Udc, Maie.

