Nella stragrande maggioranza dei bar e locali a caldo erano spariti i posacenere dai tavolini all'aperto, ma mese dopo mese sono ricomparsi. E d'altra parte che il divieto di fumo esteso da gennaio 2025 "a tutte le aree pubbliche o ad uso pubblico all'aperto, incluse vie e strade, ad eccezione quindi delle aree isolate in cui è possibile rispettare la distanza di 10 metri da altre persone" fosse una beffa si era capito subito. Ma è confermato dal bilancio delle sanzioni: 35 multe per "inosservanza del divieto di fumo a meno di 10 metri da un altro cittadino". Fa ancora più ridere il conteggio su cinque anni, visto che il Comune aveva annunciato la stretta con il Piano Aria e Clima approvato già nel 2020 e dal gennaio 2021 era scattata la prima fase:l divieto di fumare in alcune aree all'aperto come le fermate dei mezzi pubblici, parchi, aree verdi comprese aree cani e parchi gioco, cimiteri e strutture sportive. Unendo le due fasi, si arriva ad un totale - udite udite - di 79 violazioni. Sono i dati trasmessi dall'assessore Marco Granelli, rappresentante del Comitato strategico per la sicurezza e la coesione sociale, al consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico in risposta ad una interrogazione. E la risposta non lo ha (ovviamente) sorpreso, visto che basta andare in giro per osservare milanesi e turisti che fumano allegramente sigari e sigarette al bar. Eppure, il centrosinistra non molla. La consigliera Marzia Pontone e il capogruppo Marco Fumagalli de La Civica hanno presentato lunedì in aula un ordine del giorno per una "Milano senza fumo", che chiede di eliminare pure la concessione sui 10 metri di distanza. In pratica, divieto totale all'aperto. Ma anche a sinistra è scattato l'alt. Daniele Nahum (Azione) attacca: "Il proibizionismo becero è rientrato in quest'aula, già c'è il divieto folle dei 10 metri che non viene rispettato da nessuno. Vogliamo sorvegliare e punire invece di informare sui danni. Volete imporre anche cosa devo mangiare? Siamo fuori di testa".
"Niente di più illiberale - commenta De Chirico -. Continua la missione educativa e moralizzatrice del centrosinistra che, noncurante dei macro e micro problemi della città, non ha di meglio da fare che proporre il divieto assoluto di fumo nei luoghi pubblici. Bisognerebbe prendere spunto semmai da paesi più civilizzati e rispettosi, come il Giappone, dove sono state create zone fumatori anche sul pubblico suolo. Poi si può pensare alle multe, anche se come dimostra la risposta a una mia interrogazione, i controlli sono molto vicini allo zero. Può vietare tutto quello che vuoi ma se nessuno controlla i risultati restano a zero. Anche se i ghisa hanno ben altro a cui pensare". C'è "un tentativo liberticida" attacca Pietro Celestino (FdI) Alla proposta della verde Cucchiara di votare il testo per punti, alla prima campanella è caduto il numero legale. Difficile che l'ex lista Sala la spunti alla prossima seduta. Anche se l'odg è firmato pure dai capigruppo del Pd Beatrice Uguccioni e dei Verdi Tommaso Gorini. Tra i favorevoli la leghista Annarosa Racca.

