Approderà il prossimo 3 giugno nell'aula di Palazzo Madama il ddl sul suicidio assistito. Lo stallo è stato superato ieri nel corso della capigruppo. Con la mediazione del presidente Ignazio La Russa, viene calendarizzata la discussione di uno dei due testi che finora nelle commissioni congiunte di Affari sociali e giustizia avevano catalizzato l'attenzione dei senatori. Da un lato il ddl presentato dal senatore dem Alfredo Bazoli (firmato da tutti i rappresentanti dell'opposizione), dall'altro quello firmato da Ignazio Zullo (FdI) e Pier Antonio Zanettin (FI).
E sarà il testo di Bazoli a essere discusso il prossimo 3 giugno a Palazzo Madama. La maggioranza, e segnatamente Forza Italia, non intende però farsi scavalcare su un tema che, anche per stimolo costante sui temi dei diritti civili della famiglia Berlusconi, è divenuto nel tempo un'urgenza del dibattito politico.
Si registra comunque netta comunione di intenti per arrivare a dare concreta risposta a quanto previsto da una recente sentenza (204 del 2025) della Corte costituzione che oltre a sollecitare il Parlamento a colmare il vuoto legislativo, stabilisce che il suicidio assistito è lecito "se il paziente è tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, affetto da patologia irreversibile fonte di sofferenze insopportabili, e capace di prendere decisioni libere e consapevoli".
Con la stessa sentenza inoltre la Consulta conferma che le Regioni possono legiferare in materia di suicidio medicalmente assistito senza, però, invadere le competenze statali in materia penale e di livelli essenziali di assistenza.
Mettere mano a una legge sul fine vita, commenta la portavoce dei senatori azzurri Stefania Craxi, è "un atto di civiltà". Si dice soddisfatto dell'accelerazione anche il collega di partito e primo firmatario di uno dei due ddl, Zanettin. "La prossima settimana l'iter del ddl sul fine vita potrà riprendere nelle commissioni congiunte di Affari sociali e Giustizia - spiega il senatore azzurro -. Spero si possano riaprire i termini per gli emendamenti". Soddisfatti anche i rappresentanti dell'opposizione. Ma Francesco Boccia (Pd) avverte: "Se non verrà fuori un testo unitario, che contenga anche il coinvolgimento del Ssn, noi voteremo il ddl Bazoli che tra l'altro recepisce i rilievi della Consulta".

