Crans-Montana, l'ammissione choc del Comune: "I controlli nei bar non erano prioritari"

Scritto il 13/05/2026
da Federico Garau

Scoppia la polemica dopo quanto dichiarato da Comune di Crans-Montana, che ha definito come "non prioritari" i controlli nel locale divenuto poi centro della tragedia

Si continua a discutere sull'immane tragedia avvenuta a Crans-Montana nella notte di Capodanno. Al dolore per le vittime e alla disperazione delle famiglie, si aggiunge la rabbia per quanto accaduto, specie perché un simile orrore si sarebbe forse potuto evitare.

A distanza di mesi, tuttavia, il Comune di Crans-Montana ha fatto sapere che i controlli di sicurezza antincendio nei bar e nei ristoranti non erano considerati una priorità. Quei controlli, però, avrebbero potuto fare la differenza.

Questa ammissione è arrivata da Benjamin Charpiot, vice-responsabile della sicurezza comunale, che è stato ampiamente ascoltato dagli inquirenti coinvolti nelle indagini relative alla strage di Capodanno al locale "Le Constellation". L'incidente ha causato ben 41 morti, molti dei quali giovanissimi.

Gli interrogatori che si stanno svolgendo a Sion stanno portando alla luce fatti inaccettabili, che hanno dato vita a furiose polemiche. La rabbia delle famiglie e degli amici delle vittime è tanta. La sensazione comune è che le autorità fossero ben consapevole delle carenze, ma non sia stato fatto nulla.

Stando a quanto emerso dalle indagini, nel Comune di Crans-Montana i controlli di sicurezza non erano una priorità. Le verifiche all'interno di ristoranti e locali erano sporadiche, se non del tutto assenti, in certi casi. Il tutto in piena opposizione alla legge vigente in Svizzera, che dispone ben altro. A Crans-Montana i controlli non avvenivano una volta l'anno, perché le priorità erano altre. Purtroppo ciò ha portato all'orrore che ben conosciamo.

Nel corso degli interrogati, Benjamin Charpiot ha ammesso che a venire prima erano i controlli presso strutture quali ospedali, cliniche, poi alberghi e abitazioni. Locali e ristoranti venivano dopo. Secondo Charpiot la causa di tutto ciò sarebbe da ricercare nella carenza di personale da impiegare nelle verifiche.

Prosegue dunque questo clima di scaricabarile in cui nessuno ha ancora voluto prendersi le proprie responsabilità. Monta la rabbia delle famiglie che hanno perso figli, fratelli, compagni. Il triste episodio di Crans-Montana ha sicuramente portato alla luce un sistema molto fragile e ricco di carenze, specie per quanto concerne la prevenzione del rischio e la tutela della sicurezza.