Fuga dal governo: Starmer traballa

Scritto il 13/05/2026
da Erica Orsini

Quattro dimissioni nella squadra: "Il premier lasci". Ma lui insiste: "Voglio governare"

Il futuro del Premier Keir Starmer lacera il partito laburista britannico. Altra giornata di fuoco ieri, per il Primo Ministro, le cui intenzioni di rimanere in carica hanno provocato una serie di dimissioni a catena che probabilmente non sono ancora finite. Mentre un centinaio di deputati sottoscrivevano un documento in cui ribadivano la propria fiducia al loro leader, altri ottanta gli chiedevano di andarsene o perlomeno di fissare una data per la sua successione e quattro ministri rassegnavano le proprie dimissioni chiedendo anche quelle di Starmer. La prima a sbattere la porta è stata il ministro per le comunità Miatta Fahbulleh, che in una lettera diretta a Starmer ha dichiarato che il Paese chiede a gran voce un cambiamento «ma non crede che tu possa realizzarlo e non lo penso neppure io». Qualche ora più tardi ha lasciato anche il ministro per la sicurezza, Jess Phillips. «Qui servono i fatti, non le parole», è stata la sua spiegazione. Subito dopo ha abbandonato l'incarico anche il ministro per la lotta contro la violenza sulle donne, Alex Davies-Jones che ha invitato il Premier ad agire «nell'interesse del Paese annunciando una data per le sue dimissioni». Le dimissioni di maggior peso sono giunte nel tardo pomeriggio, quando ad andarsene è stato Zubi Ahmed, sottosegretario alla Sanità e alleato di quel Wes Streeting che è indicato tra i possibili successori di Starmer. Nella sua lettera di dimissioni Ahmed ha affermato senza giri di parole che «il pubblico ha irrimediabilmente perso fiducia nel Primo Ministro. Ed è chiaro che, nonostante quello che abbiamo raggiunto e i progressi fatti fin qui, questi vengono minimizzati e compromessi dalla mancanza di una vera leadership». Non è la prima volta che Ahmed, eletto nella circoscrizione di Glasgow, attacca il suo leader. Durante la campagna per le elezioni del parlamento scozzese aveva già sostenuto che «Starmer è il motivo per cui gli elettori laburisti del 2024 non voteranno per i laburisti scozzesi nel 2026». «Una volta hai dichiarato che il nostro lavoro è urgente - ha aggiunto ieri il sottosegretario uscente - adesso ti chiedo, proprio in nome di questa urgenza e del servizio alla nazione, di farti da parte e fissare una data che consenta un'ordinata transizione e un cambio di leadership che restituisca fiducia al Paese».

I media già fanno i nomi di chi potrebbe prendere il posto del Premier. Uno dei papabili e' sicuramente il ministro alla Sanità Streeting che ieri non ha risposto a nessuna delle domande dei giornalisti. Seppure lui abbia sempre negato, le ambizioni di Streeting sono note, ma la sua ascesa non è affatto scontata, soprattutto perché l'uomo non è particolarmente popolare nel partito. Un recente sondaggio effettuato su più di mille membri ha rivelato che se fosse data loro libera scelta, soltanto l'11% appoggerebbe Streeting, mentre ben il 42% preferirebbe il sindaco di Manchester Andy Burnham. Anche l'ex vice primo ministro Angela Rayner e l'attuale ministro per l'energia Ed Miliband, risultano essere candidati più benvoluti di Streeting in un'ipotetica corsa alla leadership. Per il momento però Starmer mantiene la propria posizione e anche ieri, durante l'incontro con l'esecutivo, ha ribadito la propria volontà di rimanere. «Le ultime 48 ore sono state molto destabilizzanti per il governo e tutto ciò ha un costo economico reale per il nostro Paese e per le famiglie», ha detto ieri. Il discorso del re, previsto per oggi, si terrà in maniera regolare. La conferma è arrivata dallo staff di Starmer stesso. Re Carlo III dà così inizio all'anno parlamentare.