Non è solo una questione di fatturati, ma di resilienza. In un'economia globale che sembra muoversi sul filo del rasoio tra tensioni geopolitiche e mercati volatili, esiste un'Italia che non solo tiene il passo, ma accelera. È quella delle piccole e medie imprese, il vero tessuto industriale italiano, un motore silenzioso che ha trovato a Milano il suo palcoscenico ideale. Dalle sale di Intesa Sanpaolo è partita la sesta edizione di «Imprese Vincenti», un viaggio in quindici tappe che attraversa lo Stivale per scovare, da una parte i diamanti ancora grezzi e, dall'altra, i nomi già ben consolidati nel mondo del Made in Italy.
Il battesimo è avvenuto nel capoluogo lombardo, cuore finanziario del Paese, dove dieci pmi della provincia di Milano, di Monza e Brianza e di Lecco hanno ricevuto il vessillo dell'eccellenza. Nomi come Bitcorp, Eure Inox, Forind Avio Elettronica, Goppion, Isaac, Mechanica, Ristogest, Selite, Serenis Health e Tecam rappresentano uno spaccato eterogeneo che va dall'aerospazio alla meccanica di precisione, dal design alla salute digitale. Non sono solo vincitori di un premio, ma i pionieri di un modello economico che la Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, guidata da Stefano Barrese, sostiene come pilastro della resilienza nazionale.
Per capire l'impatto di questa iniziativa, bisogna guardare ai numeri, che in economia non mentono mai. Dal 2019 a oggi sono state circa 18mila le pmi candidate al programma, di cui ben 4mila solo nell'ultimo anno. Un fermento che testimonia la fame di crescita del sistema Italia. Le 150 aziende selezionate per il 2026 formano un «esercito del valore» da 35 miliardi di euro di fatturato complessivo e oltre 150mila dipendenti.
Ma la vera notizia è nel Dna di queste imprese. Non sono giganti bloccati nel loro territorio e senza possibilità di crescita, ma realtà agili capaci di investire nei cosiddetti fattori intangibili: ricerca e sviluppo, formazione del personale e transizione ecologica. Il territorio di Milano e Monza, d'altronde, gioca un campionato a parte: con 179 brevetti registrati all'Epo (l'ufficio di brevetti europeo) per ogni milione di abitanti (contro una media nazionale di 87) e oltre 2.500 startup innovative, l'area si conferma l'hub tecnologico d'Italia.
In un'epoca di incertezza, la novità di quest'anno è il focus sulla protezione. In collaborazione con Intesa Sanpaolo Assicurazioni, il programma ha voluto premiare chi non si limita a produrre, ma sa anche tutelare il proprio futuro. La menzione speciale è andata a Isaac, realtà che ha dimostrato come la gestione del rischio e la continuità operativa non siano costi, ma asset strategici per competere sui mercati esteri.
E l'estero è proprio la bussola di queste imprese. Milano e Monza insieme hanno superato i 72 miliardi di export nel 2024, incidendo per l'11,6% sul dato nazionale. È un'economia che guarda oltre confine, sostenuta da una rete di partner di primissimo piano: da Bain & Company a Microsoft Italia, da Elite a Elite-Gruppo Euronext, creando un ecosistema che accompagna la piccole e medie imprese italiane dalla dimensione familiare a quella globale.
«Queste imprese sono l'espressione concreta della forza del nostro sistema produttivo», ha commentato Pierluigi Monceri, direttore regionale di Intesa Sanpaolo. Ma il progetto non si esaurisce in una targa o in una premiazione. L'ambizione è creare una community, una rete strutturata di campioni tutti italiani che, supportati dall'Osservatorio realizzato con The European House Ambrosetti, possano fare sistema. Alcune di loro sono già volate nella Silicon Valley, a testimonianza che il Made in Italy del 2026 non è più solo tradizione e bellezza, ma algoritmi, innovazione e sostenibilità.
Mentre l'economia italiana si prepara a un 2026 di ripresa, trainato da tassi di interesse più contenuti, le «Imprese Vincenti» indicano la rotta in Italia e nel mondo: l'innovazione non è un'opzione, ma l'unico modo per crescere e restare grandi.

