Industria, produzione ancora in rialzo. A marzo battute le attese degli analisti

Scritto il 13/05/2026
da Redazione

L’Istat conferma la tenuta sostanziale del settore. L’auto con un +11% traina la ripresa delle fabbriche

La produzione industriale torna a dare segnali di vitalità e a marzo registra il secondo rialzo consecutivo, confermando una capacità di tenuta del sistema manifatturiero italiano anche in un contesto internazionale ancora segnato da forti incertezze geopolitiche ed energetiche. Secondo i dati diffusi dall'Istat, l'indice destagionalizzato cresce dello 0,7% rispetto a febbraio e dell'1,5% su base annua, facendo meglio delle attese degli analisti. A sostenere la ripresa è soprattutto il comparto dei mezzi di trasporto, che mette a segno un balzo dell'11% tendenziale, trainato in particolare dagli autoveicoli. Bene anche l'attività estrattiva (+6,7%) e la fabbricazione di computer ed elettronica (+6,1%). Numeri che confermano la resilienza di alcuni segmenti chiave dell'industria italiana, nonostante il rallentamento del commercio mondiale e le tensioni sulle catene di approvvigionamento. L'Istat evidenzia inoltre che, su base mensile, crescono soprattutto i beni strumentali (+2,1%) e i beni intermedi (+0,3%), mentre risultano in flessione i beni di consumo (-0,4%) e l'energia (-1,2%). Su base annua, i beni strumentali salgono del 5,8%, mentre i beni di consumo arretrano dell'1,9%. Tra i settori in maggiore difficoltà spicca la chimica, che registra una contrazione del 7,8%. Il recupero di febbraio e marzo, tuttavia, non basta ancora a invertire del tutto il trend dei primi mesi dell'anno. Nella media del primo trimestre la produzione industriale segna infatti un calo dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, a conferma di un quadro che resta difficile a causa dell'instabile situazione geopolitica. Secondo Prometeia, il dato positivo di marzo potrebbe essere legato anche a "un'accelerazione precauzionale dell'attività produttiva", con alcune imprese che avrebbero scelto di anticipare produzione e approvvigionamenti per ridurre il rischio di future interruzioni delle catene del valore.