AGI - Un carro armato, sei cavalli e tre camion abbandonati dai tedeschi in ritirata, lungo la via Emilia. Un gruppo di mamme. E un maestro in bicicletta. È l'inizio del Reggio Emilia Approach, l'approccio educativo nato nel secondo Dopoguerra al centro della visita in Italia di Kate Middleton. Un'occasione di scambio con il Royal Foundation Center for Early Childhood che la principessa del Galles ha creato nel 2021 per sostenere il benessere dei bambini nei primi anni di vita.
Radici del Reggio Emilia Approach di Loris Malaguzzi
Nel 1945, nella campagna reggiana, a Villa Cella, una manciata di donne - organizzate attorno all'Udi - raccoglie fondi grazie alla vendita degli 'strumenti di guerra' lasciati dai soldati tedeschi in fuga. Nasce così il primo asilo del popolo. Su una bicicletta ci arriva il giovane maestro e pedagogista Loris Malaguzzi, che lancia l'idea delle prime scuole autogestite. L'educazione come pratica collettiva, questa la sua intuizione, capace di cambiare la società.
L'approccio educativo reggiano - poi conosciuto in tutto il mondo - si radica nell'incontro tra civismo e politica. Nel 1963 nasce la prima scuola d'infanzia comunale (Robinson Crusoe). Un anno dopo il primo nido (anticipa di alcuni mesi la legge nazionale) dedicato ad Anna Frank. Proteggere la creatività e rafforzare l'autonomia del bambino sono i capisaldi di una idea educativa che vede il suo manifesto in una poesia di Loris Malaguzzi.
I cento linguaggi
"Invece il cento c'è", ovvero il bimbo è dotato di 100 linguaggi ma 99 gli vengono tolti (manualità, suono, fantasia). Basta con quella scuola e quella cultura che separano la testa dal corpo, è il messaggio di questa filosofia educativa. Un approccio, quindi, fondato sull'immagine di un bambino con forti potenzialità di sviluppo e soggetto di diritti, che apprende attraverso i "cento" linguaggi e che cresce nella relazione con gli altri e con la natura.
Consacrazione internazionale
La consacrazione internazionale arriva nel 1991 quando il Newsweek include una scuola comunale reggiana ("Diana" dentro il parco del Popolo) tra le dieci migliori al mondo. Non esistono i social. I telefoni squillano fin dal mattino. La stampa internazionale 'pressa' le insegnanti. Le maestre interdette non capiscono fino a quando una di loro (sempre in bici) raggiunge l'edicola più vicina fornita della stampa estera. Piovono le richieste di scambi internazionali.
La rete Reggio Children
Dopo la morte di Malaguzzi (nel 1994), il Comune promuove il Reggio Children, il centro che promuove Oltralpe il Reggio Emilia Approach (con la ricerca, la formazione, le consulenze e le mostre), intitolato proprio al pedagogista suo fondatore. Una rete che abbraccia 145 Paesi. E che ha portato la principessa del Galles a scegliere Reggio Emilia come primo viaggio all'estero dopo la malattia.
Kate loda il Reggio Approach: "Mi affascina"
"Volevo venire a Reggio Emilia per questo mio grande interesse, sono affascinata dalla vostra filosofia, da come i bambini siano parte e al centro della comunita'". Kate Middleton in Municipio a Reggio Emilia commenta cosi' il racconto di Ione Bartoli, una delle pioniere del Reggio Emilia Approach, la filosofia educativa nata nel Dopoguerra diventata un modello di studio internazionale. Insieme ad altre donne utilizzo' i soldi ottenuti vendendo un carro armato abbandonato dai militari tedeschi in ritirata per costruire il primo asilo del popolo. Nella sala rossa del Comune la principessa del Galles si e' intrattenuta anche con Carla Moroni ed Eletta Bertani, tra le donne che hanno contribuito alla nascita del sistema educativo di Reggio Emilia.
"Mancava tutto. Anche un pezzo di chiodo era prezioso", ha ricordato Ione Bartoli.
Prima di lasciare il Municipio, la Principessa del Galles ha firmato l'albo d'onore. Il Comune l'ha omaggiata con tre doni: il volume "Reggio Emilia" di Franco Maria Ricci, sulla storia della citta'; un piatto di ceramica decorato in ars canusina, con i fregi che evocano quelli del castello di Matilde di Canossa e infine un pacchetto di "Speaking Objects", ovvero una raccolta di oggetti simbolo di Reggio Emilia. Dai cappelletti, al Tricolore in miniatura fino all'arte di Calatrava.

