La sinistra ha perso la testa sull'Albania perché con la fine degli sbarchi ha perso una delle sue mammelle. Dopo un 2022 disastroso, nel 2023 si è invertita la rotta. Gli sbarchi sono via via calati, -38% e -57%, ad oggi il dato segna un ulteriore -45% circa rispetto al 2025. "Si guadagna più con l'immigrazione che con la droga", disse intercettato nel 2014 l'ex ras delle coop rosse Salvatore Buzzi, che l'altro giorno ha ricordato le feste Pd finanziate coi proventi di questo business: "Ora sono spariti tutti".
La maggior parte dei fondi del Viminale erano finiti a ingrassare le cooperative che gestiscono i Cpr, inventati dalla sinistra. "Vigeva un sistema che partiva dai trafficanti di esseri umani, passava per le Ong del mare e finiva con le cooperative contigue alla sinistra, come dimostrato dal modello Lucano, che insieme a Carola Rackete è stato promosso dalla sinistra al Parlamento europeo", è il ragionamento al Giornale della responsabile Immigrazione Fdi Sara Kelany. "Oggi invece ci consentono di trattenere gli immigrati socialmente pericolosi che hanno commesso reati anche gravi sul territorio nazionale per poi rimpatriarli". L'opposizione che li ha creati oggi li rifiuta nei suoi territori. Per il governatore toscano Eugenio Giani, "creano degrado" (ma dai?), il sindaco di Bologna Matteo Lepore urla contro quello di Gjader, che come deterrente funziona eccome.
Meno sbarchi vuol dire meno partenze e statisticamente meno morti in mare, il cui conteggio è sempre e comunque tristemente grave. Frontex dal 2015 ci è costato 5,6 miliardi di euro, Mare nostrum aveva come obiettivo salvare vite in mare ma ha fallito: abbiamo speso altri 110 milioni in un anno per far raddoppiare sbarchi (207mila contro i 103mila) e i morti, quasi 4mila. Con Triton siamo passati a 9,5 milioni al mese a 3 milioni al mese ma da allora sono morti in mare oltre 34.200 disperati. L'anno scorso sono stati 1.130, quest'anno siamo purtroppo già a 822 (fonte Oim)
In quegli anni Matteo Renzi era arrivato a spendere 10 miliardi solo di prima accoglienza (fonte Viminale). Certo, c'era la guerra in Siria, Angela Merkel predicava "porte aperte", sta di fatto che ne sono arrivati 500mila. Siamo stati per anni l'hotspot d'Europa, con i Paesi "amici" che selezionavano i migranti più funzionali a loro lasciandoci la feccia. Il rapporto sbarcati/rimpatriati era del 3%, oggi è al 10% con quasi 7mila rimpatri: nei primi due mesi del 2026 siamo al 32%. "Abbiamo spezzato un business regolamentando le Ong e inasprendo le pene per i trafficanti di uomini", ribadisce la meloniana.
Ma sui clandestini irregolari e criminali pendono sempre le sentenze della giurisprudenza creativa, che garantiscono loro lo status di rifugiato anche di fronte a domande d'asilo strumentali per aggirare l'espulsione, presentate da legali specializzati che ci costano 40 milioni l'anno di patrocinio gratuito pagato da noi. E così anziché cacciarli li facciamo tornare qui, irrintracciabili, a delinquere. E si ricomincia... "La sinistra li vorrebbe tutti a piede libero, chi delinque sia rimandato a casa sua", sottolinea la Kelany. D'altronde, cosa aspettarsi da chi ha candidato in Parlamento l'icona Aboubakar Soumahoro, salvo scoprire grazie alla Procura di Latina, che lucrava sui clandestini assieme a moglie e suocera.