A un anno dalla sua ultima volta, Giorgia Meloni (nella foto) torna oggi ad affrontare il "premier time" del Senato con un'agenda quasi interamente economica e sociale. Un appuntamento che rappresenterà l'occasione per la presidente del Consiglio di rivendicare la linea del governo nella fase più delicata della legislatura: quella che accompagna l'esecutivo verso l'ultimo tratto prima delle Politiche del 2027.
La premier dovrebbe impostare gran parte delle risposte sul doppio binario della "stabilità" e della "credibilità internazionale" dell'Italia. Ai quesiti del Pd e del M5S sui temi economici e sugli effetti delle nuove regole europee, Meloni replicherà rivendicando la scelta di mantenere i conti pubblici sotto controllo senza rinunciare agli interventi di sostegno a famiglie e imprese. Sul fronte energetico, il riferimento sarà probabilmente ancora una volta alla necessità di disaccoppiare il prezzo del gas da quello dell'elettricità, battaglia che la stessa premier aveva proposto alle opposizioni già nel question time del maggio 2025 come terreno di collaborazione comune a Bruxelles.
Con i Cinquestelle il confronto si annuncia particolarmente acceso. Giuseppe Conte insiste da settimane sugli effetti sociali delle politiche europee di bilancio e sull'insufficienza delle misure contro il caro energia. Meloni dovrebbe rispondere difendendo i risultati ottenuti sul fronte dell'occupazione e della crescita, sottolineando come l'Italia abbia registrato dati migliori rispetto ad altre grandi economie europee nonostante il quadro internazionale.
Sul versante fiscale, Fratelli d'Italia offrirà alla presidente del Consiglio l'occasione per rivendicare i principali interventi della legislatura: taglio del cuneo fiscale, riduzione delle aliquote Irpef e avvio della riforma tributaria. Meloni potrebbe rilanciare l'obiettivo di un sistema "più semplice e più equo", insistendo sul contrasto all'evasione attraverso strumenti tecnologici piuttosto che con nuove tasse.
Forza Italia chiederà invece iniziative per il Mezzogiorno e qui la premier dovrebbe puntare sul binomio Zes unica-Pnrr, sostenendo che il Sud rappresenta oggi uno dei principali attrattori di investimenti industriali ed energetici. Anche la Lega porterà un tema identitario, il piano casa, sul quale Meloni potrebbe aprire a nuove misure per favorire l'accesso all'abitazione e sostenere giovani coppie e redditi medi.
Italia Viva interrogherà il governo sulle tre priorità economiche dell'ultimo anno di legislatura e sullo stato di attuazione del Pnrr. Azione, invece, chiederà l'istituzione di una cabina di regia permanente con le opposizioni sulle grandi emergenze economiche, energetiche e industriali. Meloni potrebbe raccogliere parzialmente l'invito, rilanciando però il tema della collaborazione "quando è nell'interesse nazionale", senza aprire a veri meccanismi di co-gestione. Il partito di Carlo Calenda rilancerà il tema del nucleare come "condizione essenziale" per l'autonomia energetica del Paese. Un tema al centro del vertice di maggioranza della scorsa settimana a Palazzo Chigi dove si è convenuto sulla necessità di "accelerare il percorso verso il nucleare" per ridurre la dipendenza dall'estero.