Le barche della Global Sumud Flotilla si trovano ancora a Marmaris, in Turchia, dove si sono rifugiate per pianificare l’ultima parte della missione in direzione di Gaza. È probabile che dalla Turchia a Gaza ci sarà un’ennesima sosta tecnica, probabilmente a Cipro, ultimo avamposto europeo proteso verso il Medioriente, perfetto per poi provare a entrare da nord nelle acque controllate da Israele davanti alle coste di Gaza. I dettagli verranno resi noti nei prossimi giorni ma, intanto, Thiago Avila e Saif Abukeshek si sono riuniti con il resto della Flotilla dopo essere stati espulsi da Israele a seguito di una detenzione. Non è chiaro come potrebbe reagire Tel Aviv a un altro arresto dei due attivisti a breve distanza dal precedente. Infatti, Israele non concederà alla Flotilla l’ingresso nelle acque controllate ed è prevedibile uno scenario simile a quello dell’autunno, in cui la marina israeliana le blocca in sicurezza, abbordandole. A quel punto gli attivisti verranno, con ogni probabilità, trasferiti in Israele, ad Ashdod, e da lì poi espulsi.
Nel frattempo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che dall’Italia sono partiti 36 connazionali che sono appena arrivati in Turchia. “Continuiamo a seguire la questione con la massima attenzione e in raccordo con la nostra ambasciata a Tel Aviv e il dialogo con le autorità israeliane è continuo”, ha dichiarato il titolare della Farnesina alle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera. Nel frattempo in Italia continuano gli eventi legati alla Flotilla, come quelli che si sono appena conclusi a Taranto da parte della Freedom Flotilla Italia. Gli eventi sono stati inseriti all’interno di una manifestazione che ha avuto anche il patrocinio del Comune di Taranto, come si evince dalla locandina. Il sindaco della città pugliese è sostenuto da una coalizione che include Pd, Demos, Avs, Partito Liberal Democratico, Azione e Socialismo 21.
La nave Open Arms da domenica ha lasciato la delegazione della Flotilla in Turchia per fare rotta verso il Mediterraneo centrale, nonostante avesse dichiarato di voler seguire la carovana come sorveglianza e testimonianza. Eppure la lascia nel momento di maggiore sensibilità, quando la Flotilla si avvicina a Gaza. Ma ora gli organizzatori hanno anche alzato la voce contro l’Unione europea, rendendo noto di “non aver ricevuto alcun riscontro” da parte delle istituzioni europee alla sua richiesta di attivare una missione indipendente di osservazione e verifica presso il porto di Marmaris, in Turchia, da dove partiranno le imbarcazioni dirette verso Gaza. In un contesto in cui "continuano a circolare accuse e ricostruzioni non verificate sulla natura della missione", la Global Sumud Flotilla "rinnova la propria piena disponibilità a qualunque forma di ispezione indipendente, internazionale e istituzionale sulle imbarcazioni e sugli aiuti diretti verso Gaza".